Skip to content

Recensione di Giancarlo Zappoli (mymovies.it) Un omaggio a più voci (da quelle più vicine come la moglie e il figlio a quelle di amici e di intellettuali) per Antonio Tabucchi, scrittore, docente universitario e uomo di cultura nel senso più pieno del termine.
“Pereira sostiene che quel pomeriggio il tempo cambiò. All’improvviso la brezza atlantica cessò, dall’oceano arrivò una spessa cortina di nebbia e la città si trovò avvolta in un sudario di calura.” Inizia così, con elementi climatici che anticipano l’entrata in scena del personaggio ma la contempo la seguono perché è il suo cognome ad aprire la narrazione nel romanzo più famoso di un autore scomodo per alcuni ma anche amato da molti.

A sei anni dalla sua morte arriva sugli schermi la ricostruzione di una testimonianza letteraria e civile che non va dimenticata come spesso accade in questi nostri tempi amnesici.

Tabucchi è stato un intellettuale che non si è mai legato a nessun carro e per questo ha pagato sia a destra (avendo contrastato con l’arma della parola la fase più aggressiva del berlusconismo) sia a sinistra (esplicitamente non accettando i revisionismi più o meno assolutori nei confronti delle militanze nelle BR). Tabucchi che per i suoi detrattori era un nuovo Prezzolini che insegnava agli italiani come avrebbero dovuto comportarsi stando all’estero. Mentre invece non era questo il motivo che lo spingeva a risiedere spesso in Portogallo ma la passione nata in una giornata parigina quando, prima di prendere un treno, aveva acquistato un libro di quello che sarebbe diventato il suo autore di culto: Pessoa.

Dai molteplici interventi sulla sua figura di scrittore e di docente emerge il ritratto di un uomo che non si chiudeva nella torre d’avorio del sapere perché possedeva una dote sempre più desueta: il saper ascoltare. Per questo motivo l’unica mancanza che si sente in questo omaggio partecipe è quella di Roberto Faenza regista di Sostiene Pereira. Tabucchi sapeva quanto Faenza avesse voluto girare quell’opera nonostante coloro che ritenevano che Marcello Mastroianni nel ruolo di Pereira fosse ‘non bancabile’ (cioè incapace di attrarre incassi al box office) salvo poi piangerlo ipocritamente al momento della scomparsa l’anno successivo all’uscita del film. I due lavorarono insieme alla sceneggiatura e sarebbe stato interessante conoscere come si siano ‘ascoltati’.

Mercoledì 11 Aprile 2018

Scheda film:

titolo originale:Se di tutto resta un poco. Sulle tracce di Antonio Tabucchi
da un’idea di:Diego Perucci, Samuele Mancini
anno:2018
genere:documentario
regia:Diego Perucci
durata:55′
sceneggiatura:Diego Perucci
fotografia:Matteo GarziSamuele Mancini
montaggio:Matteo Garzi
musica:Fedele Messina
produttore:Giuseppe CassaroSamuele Rossi
produzione:Echivisivi Produzione Cinematografica
distributori:MovieDay