Senza titolo

2009

L'atmosfera visiva che le vecchie Polaroid scadute riescono a trasmettere mi ha da sempre fatto pensare alla voce dei poeti. Una voce che non segue obbligatoriamente percorsi logici o razionali ma che si presta a sfumare i contorni, a mescolare i colori e, mi pare, a dare spazio al mistero che risiede in tutte le cose. Questo piccolo gruppo di immagini nasce durante un periodo in cui sono stato molto vicino alla voce della poesia di Alda Merini.

Samuele Mancini, Siena, 2010

 

(Lavoro esposto presso i locali del Parco Nazionale della Sila nell'inverno del 2010)


Per il solo piacere di condividere la bellezza dei versi, mi permetto qui di citare la poesia della Merini che forse più di altre ha ispirato questi scatti.

Senza Titolo

Ascolta il passo breve delle cose
- assai più breve delle tue finestre -
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato:la tua donna.
E' fatta di ombre e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c'è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.
 

Alda Merini

(Tratto da Alda Merini, Fiore di Poesia, Einaudi 2014)