Montedison Dream

2010 - 2012

Questa serie nasce da una visione notturna e mi piacerebbe che fosse letta come un sogno lungo 12 scatti. Le immagini sono realizzate in piena notte e ritraggono il grande polo chimico di Ferrara (Italia).

Tale polo ha una superficie pari a tutta l'area urbana ed ha rappresentato nella storia d'Italia un simbolo dello sviluppo economico dopo la seconda guerra mondiale. Quella che un tempo era chiamata Montedison è stata infatti la raffineria di stato più importante del secondo dopoguerra.

Lontano dal voler raccontare ciò che l'azienda è diventata oggi o di descriverne il profilo storico, quello che invece più mi colpisce è la sua estetica simbolica, strettamente legata, secondo la mia visione, al nostro stile di vita contemporaneo. Tutte quelle luci sempre accese, i numerosi camini altissimi che sembrano palazzi fumanti, i container sdraiati sul terreno simili a navicelle spaziali e soprattutto la quasi totale invisibilità degli uomini al lavoro. 

" Ad ogni modo, quanto a me (se ciò ha qualche interesse per il lettore) sia chiaro: io, ancorché multinazionale, darei l'intera Montedison per una lucciola."

Pier Paolo Pasolini chiudeva così un suo famoso articolo apparso sul Corriere della Sera il 1 febbraio del 1975.

Il testo del grande regista e poeta paragona il graduale allontanarsi delle lucciole dalle zone abitate al profondo mutamento antropologico, socio-economico e politico che la società italiana e con lei buona parte dell'europa filo americana, stava attraversando fra gli anni 60 e 70. Tale mutamento, a ben vedere - sicuramente con una buona dose di semplificazione - può essere associato alla fondazione della società dei consumi, le basi del mondo che viviamo.

Samuele Mancini, Siena, 2012