2 Novembre

2015

Questa serie nasce il giorno 2 Novembre del 2015 durante una passeggiata attraverso il cimitero monumentale di Oakland, in California, pochi giorni dopo aver perduto una persona a me cara. 

La scelta del viraggio ha lo scopo da un lato di smorzare il forte realismo del bianco e nero e dall'altro di ribadire il concetto di passaggio.

Il passaggio fra due situazioni cromatiche ben distinte, il passaggio da una condizione di luce ad una di ombra ed il passaggio tanto naturale quanto misterioso e spaventoso dalla vita alla morte. 

Samuele Mancini, Siena 2016


Quello di seguito è un testo che ho trovato successivamente e che credo si sposi bene con le immagini. Purtroppo non ne conosco l'autore.

Sento una forza al di là della mia volontà
che non capisco, non accetto, non immagino mia.

Sento una forza uguale e contraria a me.
Sento una forza che mi parla della vita e della morte.

La morte che annuncia la vita. La vita nonostante la morte. Osservo i confini dell'immagine e tra le trame della luce ritrovo i miei morti. 

La mia natura finita bussa ai bordi dell'immagine. tra gli occhi della pelle e i polmoni della mente.

Sono sopraffatto dal riflesso. Solo ora capisco chi sono. Passante fugace della luce dei miei morti


(Anonimo)

 

I feel a force beyond of my will
that I don't understand, I don't accept
don't imagine mine. 

I feel a force equal and contrary to me
I feel a force that speaks to me
of life and death

Death that announce life. Life despite death I observe the boundaries of the Image and within the lines of light I find my dead.

My finite nature knocks on the edge of the Image
between the eyes of the skin and the lungs of the mind

I'm overwhelmed by the reflection and now I understand who I am fleeting passer-by of the light of my dead


(Anonimo)